#IBambini e FuturoMusica

Eccoci giunti ormai a metà febbraio. Sono passati ormai quasi due mesi dall’ultimo concerto del nostro periodo natalizio. In questo frangente vorrei dare spazio a qualcuno che ha contribuito a rendere speciale il mio e il nostro dicembre. Sto parlando dei bambini delle scuole in cui ho avuto il piacere di lavorare come insegnante di propedeutica musicale. È proprio così, sono un’ insegnante di scuola dell’infanzia e da tre anni a questa parte ho il piacere di lavorare anche all’interno dell’associazione culturale

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Ho il piacere di essere immersa ogni giorno in diverse realtà scolastiche, di conoscere tanti bambini e di poter in qualche modo contribuire al loro avvicinamento alla Musica. Ogni giorno mi reco a scuola pensando a tutto quello che ho preparato per i bambini che incontrerò, alle attività che insegnerò loro, alle cose da dire, a quelle da fare. Ma ogni volta torno a casa con un pezzettino in più perché sono loro, queste piccole creature, a insegnarmi tanto, sono loro che mi ricordano ciò che conta davvero e cosa sia realmente importante: la gioia che si prova in tutto ciò che amiamo fare, la bellezza di stare insieme semplicemente, la meraviglia di un sorriso, la musica che ci unisce e che abbatte ogni muro.

“Il bambino è fatto di cento. Ha cento lingue, cento mani, cento pensieri, cento modi di giocare e parlare. Cento modi di amare, di ascoltare, cento allegrie per cantare e capire. Cento modi di scoprire, cento mondi da inventare, da sognare. Il bambino è fatto di cento , ma gliene rubano novantanove. Gli dicono di pensare senza mani, di fare senza testa,di ascoltare e non parlare, di capire senza allegrie, di amare e di stupirsi solo a pasqua e a natale”

Ed è proprio così, noi grandi dimentichiamo tutto questo, presi dai programmi da rispettare, dal tempo che fugge inesorabile, dall’ansia di stare al passo col mondo che corre e non aspetta nessuno. In questi pochi anni di insegnamento ho proprio capito che invece ciò che conta davvero è la nostra essenza, siamo esseri unici e importanti, nessuno può portar via la bellezza che ognuno di noi custodisce.

“Gli dicono insomma che il cento non c’è. Il bambino dice: invece il cento c’è”.

La poesia di Loris Malaguzzi, recitata in un brano ritmico dai bimbi, si avvicina un po a ciò che ritroviamo scritto nella Bibbia. Matteo 19:14, Gesù disse: «Lasciate i bambini, non impedite che vengano da me, perché il regno dei cieli è per chi assomiglia a loro». Facciamo in modo che i bambini intorno a noi possano insegnarci qualcosa, cerchiamo di ritrovare la gioia, la semplicità, la naturalezza, la curiosità che invece spesso soffochiamo, in noi stessi e negli altri. Ringrazio i “miei bambini”, quelle mani, quei piedi, quegli abbracci, quei sorrisi e quelle voci che ho avuto il privilegio di conoscere e che mi hanno insegnato tanto.

Lorena Genta

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